Computer per home recording: come sceglierlo.

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Quali sono le caratteristiche di un buon computer per home recording? La scelta di un buon computer per home recording  è cruciale per molti musicisti e per rispondere a questa Continue Reading →

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Monitor da studio (casse): le migliori!

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Le casse monitor da studio sono necessarie? Avere un paio di casse monitor da studio non è assolutamente necessario per poter realizzare ottime produzioni e registrazioni audio oggigiorno, infatti dovrai Continue Reading →

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Audio perfetto anche nei video [vchr017]

Video

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Diversi miei ascoltatori, recentemente, mi hanno chiesto come faccio a registrare video usando il microfono a condensatore per l’audio e ho deciso di svelare l’arcano in questo breve video.

Se non hai una telecamera da 3000 euro difficilmente hai ingressi microfonici adatti al tuo nuovo microfono a condensatore, ma niente paura, oggi vedremo come aggirare il problema.

É una tecnica ben nota ai video-maker più attenti che ben sanno quanto sia importante l’audio nei video.

Infatti, per quanto buona la qualità di immagine, se la tua voce é riverberata, rumorosa e senza frequenze basse, il video risulterà molto amatoriale.

Mentre una scarsa qualità di immagine con un buon audio ti da un risultato che comincia giá ad essere accettabile.

Come si registra un buon audio nei video?

Il trucco consiste fondamentalmente nel registrare simultaneamente con 2 dispositivi diversi sia l’audio che il video.
Per registrare l’audio puoi utilizzare il tuo microfono a condensatore collegato alla scheda audio a sua volta collegata al computer, mentre per registrare il video puoi usare una fotocamera reflex o mirror-less o comunque un dispositivo in grado di darti una buona qualità video.

Mi raccomando ricordati che per una buona qualità di immagine è fondamentale l’illuminazione e tipicamente ti serve molta più luce di quella necessaria ai tuoi occhi per vedere.
Quindi se non hai a disposizione lampade potenti, magari ti conviene sfruttare la luce del sole.
se vuoi altri consigli sulla ripresa del video ti consiglio di dare un occhiata al canale del mio amico Paolo Grisendi.

Una volta che hai registrato tutto e sei in possesso di entrambi i file, ti serve un programma di video editing come Sony Vegas, Adobe Premiere o Movie Maker se sei su Windows oppure iMovie, Final Cut oppure ancora Premiere se sei su Mac.

Dentro uno di questi programmi dovresti poi essere in grado di sincronizzare l’audio registrato dal microfono con il video registrato dalla fotocamera, usando come guida l’audio registrato dalla fotocamera.

Infine puoi sbarazzarti dell’audio preso dalla videocamera ed il gioco è fatto, avrai sia audio che video nella qualità migliore possibile.

Nel caso fosse un problema registrare l’audio insieme al video ma vuoi comunque registrare un videoclip per il tuo brano, puoi sempre sfruttare una tecnica chiamata lip-sync o meglio nota come playback.
Questa tecnica è molto odiata dalla maggior parte dei musicisti perchè in molti casi è stata usata per mascherare la scarsa abilità di vari musicisti e cantanti.
però in ambito di produzione video diciamo che è un po’ più accettata, specialmente se si considera il fatto che spesso e volentieri la produzione audio si sviluppa molto prima di pensare ad una eventuale produzione video.
Perciò se ti ritrovi in questo caso e vuoi assolutamente mostrare nel video la performance musicale e canora, ricordati, mentre registri il video, di fare in modo che la base sia ben udibile nell’ambiente.
in questo modo chi esegue la performance riuscirà a sincronizzarsi meglio con la base, e anche la telecamera registrerà l’audio della base che sarà un ottimo punto di riferimento per la successiva fase di sincronizzazione via software.

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Compressore audio, consigli per l’utilizzo [vchr015]

Video

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Il compressore è uno strumento di cui molti fonici difficilmente riescono a fare a meno ed è anche ritenuto uno degli strumenti più difficili da utilizzare.

Oggi quindi si parla del compressore audio, vedremo che cos’è, quali sono i parametri che lo caratterizzano e alcuni esempi pratici.

Cos’è il compressore?

Il compressore non è altro che un dispositivo che abbassa il volume di un segnale audio in base al proprio inviluppo o in base all’inviluppo di un altro segnale.
come puoi vedere da questa illustrazione, l’inviluppo di un segnale non è altro che la sua forma.

inviluppo per compressione

I parametri più importanti del compressore sono sicuramente la soglia “treshold” e il rapporto di compressione (ratio).

La soglia è in genere un valore fisso in dB FS (decibel full-scale).

Fintanto che l’inviluppo sta al di sotto della soglia il compressore non interviene e lascia passare l’audio inalterato.
Quando invece l’inviluppo oltrepassa la soglia, il compressore applica una riduzione di volume proporzionale alla differenza tra l’inviluppo e la soglia.

Il parametro ratio ci permette di decidere quanta riduzione di guadagno applicare.
più alto il rapporto, maggiore la compressione.

Ad esempio se il rapporto è uguale a 1, la riduzione di guadagno è nulla e quindi la traccia rimane completamente inalterata.
Se invece il rapporto di compressione è al massimo, cioè a infinito, la compressione sarà esattamente uguale alla differenza tra inviluppo e soglia.

Valori intermedi come il 2 o il 4 ovviamente danno risultati intermedi.

Altri due parametri che permettono di modificare il comportamento del compressore sono l’attacco e il rilascio.
L’attacco stabilisce un tempo di ritardo per l’innesco della riduzione di guadagno mentre il rilascio stabilisce un tempo di ritardo per il disinnesco della riduzione di guadagno, quindi, tendenzialmente, valori più alti di questi due parametri tendono a rallentare e in un certo senso ammorbidire l’azione del compressore.

Possiamo infine trovare nei plugin più dettagliati, come ad esempio ReaComp, alcuni parametri che permettono di modificare l’inviluppo del segnale.

ReaComp

Ad esempio “rms size” indica la finestra di tempo su cui viene calcolata la media quadratica del segnale, quindi, più alto il suo valore, più l’inviluppo sarà continuo e liscio e di conseguenza il compressore ignorerà i picchi improvvisi.

Ci sono poi due filtri (low-pass filter e hi-pass filter) che permettono al compressore di ignorare le frequenze più alte e le frequenze più basse.

Come si usa il compressore?

Nel 90% dei casi hai bisogno di ciò che io chiamo “compressione semplice” cioè l’attenuazione dei picchi più forti in modo da bilanciare la dinamica di una traccia.

ti consiglio di seguire questa procedura:

  1. Parti da un preset apposito per lo strumento che stai comprimendo. oppure semplicemente dai parametri di default.
  2. Imposta la ratio, 1.5 per una compressione leggera, 2 per una compressione media, 4 per una compressione forte oppure infinito per la compressione massima possibile.
  3. Imposta la soglia in modo che la riduzione massima stia sui 3 o 4 dB, questo ti garantirà di avere una buona trasparenza nella compressione.
  4. Eventualmente aggiusta attacco e rilascio.
    Accorcia il valore di attacco se vuoi comprimere e ammorbidire i picchi oppure allungalo se vuoi lasciarli passare inalterati.
    Allunga il valore di rilascio se vuoi un recupero lento del volume dopo la compressione oppure accorcia il valore di rilascio se vuoi che la coda del suono venga gonfiata subito dopo la compressione.

Spesso sul gruppo della batteria si applica invece la cosiddetta “compressione parallela“.

La compressione parallela non è altro che la miscela tra il segnale pulito e lo stesso segnale fortemente compresso.
Questo serve a mantenere inalterato ciò che suona forte e gonfiare solo ciò che suona piano.

Infine, quando si vogliono creare degli effetti particolari, soprattutto nella musica elettronica, si può ricorrere alla “compressione side-chain“.
La compressione side-chain consiste nel comprimere un segnale, ad esempio un basso elettronico, in relazione al contenuto di un altro segnale come ad esempio la grancassa.

Per fare questo bisogna impostare il detector input del compressore sull’ingresso ausiliario e fare una mandata dalla cassa all’ingresso ausiliario del basso.
Impostiamo a piacere i parametri del compressore e avremo il basso che calerà di volume in corrispondenza dei colpi di cassa.

Ecco il video dove troverai diversi esempi pratici.

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mp3, il formato preferito del web [vchr012]

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Vuoi diffondere le tue canzoni su portali web come SoundCloud, Youtube, iTunes Store, Google Play oppure Spotify?
In questi posti può girare solo audio compresso ed è quindi importante conoscere bene la materia.

Mp3, cos’è?

Tra gli algoritmi di compressione dell’audio, ne esistono alcuni di tipo lossy e alcuni di tipo lossless.
Stiamo parlando di compressione dati, ovvero ciò che serve ad alleggerire il peso in megabyte dei nostri file audio per rendere più facile il trasferimento attraverso la rete.

Un algoritmo lossless renderà il nostro file audio più leggero senza farci perdere alcuna informazione, mentre gli algoritmi lossy (come l’mp3) preferiranno eliminare qualche informazione per ottenere una compressione maggiore.

Se a orecchio non è possibile distinguere il file mp3 dal file originale non compresso, significa che sono state eliminate solo informazioni superflue e quindi la compressione è stata fatta correttamente.

Purtroppo questo non sempre accade perchè la compressione viene spesso eseguita con dei parametri troppo spinti e l’audio risulta molto rovinato.

È possibile ottenere mp3 perfetti con alcuni semplici accorgimenti!

Vediamo come preparare Reaper per esportare files mp3 pronti per essere caricati sul web.

Nella finestra di rendering, dobbiamo scegliere il formato di output, mp3, tuttavia se lanciamo il render, ci uscirà un messaggio di errore.

mp3 render reaper

La libreria LAME non è presente nativamente dentro Reaper“, quindi, seguiamo semplicemente le istruzioni presentate dal messaggio (tutorial completo nel video).

Questa operazione va fatta solo la prima volta che si esporta un mp3.

Quali sono i settaggi migliori per il render mp3?

L’opzione “maximum quality” ti garantirà la qualità migliore ed esporterà a bitrate costante e pari a 320 kbps.
tuttavia se hai particolare necessità di alleggerire il file, puoi impostare “CBR” e 192 kbps che a mio avviso è il valore più basso che permette di lasciare la compressione abbastanza trasparente.

Purtroppo però girano in rete molti programmi di conversione audio che sono preimpostati di default a 128 kbps.

Secondo me, questo è il motivo per cui molti utenti di youtube, spesso si lamentano della qualità audio.
se fai una ricerca però potrai notare che youtube è in grado di gestire anche audio di qualità superiore e i videomaker più attenti questo lo sanno bene ed infatti i loro canali non hanno l’audio sporcato da una cattiva compressione.

Purtroppo però ci sono dei portali che non gestiscono audio a risoluzione superiore a 128 kbps.
Uno di questi è Soundcloud.

Un problema frequente…

A volte capita che se nella traccia ci sono dei suoni di tipo impulsivo preceduti da silenzio totale, il suono impulsivo risulterà fortemente distorto dalla compressione mp3.

mp3 suoni impulsivi

La soluzione a questo problema consiste nell’impedire che possa esserci silenzio totale durante la traccia inserendo un leggerissimo e inudibile rumore di dithering come ultima operazione, per esempio inserendo il plugin “JS: Utility/dither_psycho” (oppure la sua versione VST Psycho Dither) come ultimo effetto sul master.

Video:

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Cuffie da studio: le migliori 10!

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Penso che uno degli investimenti migliori in termini di strumentazione sia un buon paio di cuffie da studio, in particolare se costituiscono il tuo unico ascolto. È un investimento che Continue Reading →

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Reaper Tutorial, registrazione multitraccia [vchr008]

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reaper tutorial vchr008

Come funziona Reaper?

Mi piace lasciare spazio alle domande dei miei ascoltatori, siete ancora in pochi, ma siete attivi 😀 ecco una delle e-mail che ho ricevuto:

Ciao Rob!
Potresti far vedere in un video una overview di Reaper?
magari spiegando come fare per registrare in multitraccia, impostando i vari canali ed i nomi delle tracce e creare un preset in modo da non dover rifare ogni volta le stesse cose.
Poi mi piacerebbe sapere come si fa, per esempio, quando registri la voce, a far sentire il cantato precedente come base per poi partire in seguito a cantare, senza cancellare quello che c’è prima… Io creo sempre una traccia in più dove registrare le parti nuove e mi sento un troglodita per questo.

-Stefano

La domanda capita a fagiolo, perchè nella puntata precedente abbiamo visto come registrare con metodi “old-school” utilizzando un registratore digitale multitraccia, oggi quindi possiamo vedere per confronto un approccio moderno alla registrazione audio.
Questo tutorial dovrebbe mostrarti le principali funzioni di Reaper e farti capire le basi per cominciare a registrare.

Per chi ancora non lo ha scaricato dal sito ufficiale, ricordo che la versione di valutazione che si scarica dal sito ufficiale non ha scadenza e contiene il software completo.
L’unica limitazione di questa versione è il “nag screen” che deve obbligatoriamente rimanere aperto per 5 secondi ogni volta che Reaper viene avviato.
Nulla di più.
I ragazzi di Cockos si fidano di te:
Se lo usi abitualmente per home recording, per favore, compra una licenza da 60$ (48 euro).
Se lo usi a livello professionale, per favore, compra una licenza da 225$ (178 euro).

Reaper ci presenta tipicamente un interfaccia grafica divisa in due pannelli di controllo, quello delle tracce (Track Control Panel) e quello del mixer (Mixer Control Panel).

reaper tcp mcp

Nell’uso di questi software, io trovo che sia importantissimo impararsi a memoria le scorciatoie da tastiera perchè rendono tutto più veloce ed efficiente.
Premendo Ctrl+T possiamo creare una nuova traccia che vedremo immediatamente apparire sia nel Track Control Panel che Mixer Control Panel.
premendo più volte Ctrl+T possiamo creare tutte le tracce di cui abbiamo bisogno.
di default, il Mixer Control Panel mostra la traccia “Master”, cioè la traccia in cui convogliano e vengono sommate tutte le nostre tracce.
se vogliamo vedere la traccia master anche nella Track Control Panel premiamo Ctrl+Alt+M, se vogliamo nasconderla, premiamo ancora Ctrl+Alt+M.
diamo ora un po’ di nomi alle tracce cliccando due volte nello spazio che sta tra il tasto rosso e il tasto I/O, scriviamo il nome e premiamo invio.
E’ possibile decidere traccia per traccia cosa visualizzare nella TCP o nella MCP.
Premiamo Ctrl+Shift+M, questo rivelerà il Track Manager che con una semplice tabella ci permette di scegliere quali tracce vedere o nascondere nella TCP e quali tracce vedere o nascondere nella MCP cliccando sugli appositi pallini.

A titolo di esempio si può collegare una drum machine a 4 uscite in una scheda audio con 4 ingressi.

drum machine to reaper

Se volessi registrare tutte e 4 le tracce contemporaneamente, potrei impostare gli ingressi di ogni singola traccia una alla volta, ma la cosa potrebbe diventare lunga se comincio a doverlo fare per 8, 16 o più tracce, quindi ti voglio svelare un trucchetto per velocizzare il tutto:
Se hai nominato le tracce con lo stesso ordine con cui hai cablato gli ingressi puoi premere Alt+R per aprire la cosiddetta “routing matrix” e staccala dalla finestra principale cliccando col destro su uno spazio vuoto e togliendo la spunta a “dock matrix in docker”, ingrandiscila a sufficienza e giocando alla battaglia navale, trova l’incrocio dove il tuo primo ingresso combacia con la tua prima traccia e se ancora non è presente il pallino rosso, cliccaci sopra, facendo questo hai assegnato il primo ingresso della tua scheda audio alla tua prima traccia di Reaper.
Fai la stessa cosa per l’ultimo ingresso con l’ultima traccia e quindi seleziona tutte le caselle che stanno sulla diagonale di congiunzione per impostare anche tutti gli altri ingressi in un colpo solo.
Fatto questo, chiudi la routing matrix, seleziona tutte le tracce cliccando sulla prima e poi, tenendo premuto shift, cliccando sull’ultima, dopodichè, arma una qualsiasi delle tracce selezionate per armarle tutte in un colpo solo e ora sei pronto per registrare tutto premendo Ctrl+R.

reaper routing matrix

Se vuoi, hai eventualmente la possibilità di salvare questo progetto come template di partenza per tanti altri progetti.

Come si fa in Reaper, quando registri la voce, a far sentire il cantato precedente come base per poi partire in seguito a cantare, senza cancellare quello che c’è prima?

Tutto questo si riassume in un termine: Auto-punch!
Ogni riferimento a Bruce Lee è puramente casuale. 😀

reaper bruce lee

l’auto-punch, in Reaper, funziona così:
Innanzitutto clicca col destro in basso a sinistra sul tasto rosso e seleziona “Record mode: Time Selection auto-punch”.
Dopodichè, seleziona il pezzo che vuoi registrare cliccando col sinistro su un punto vuoto e trascinando in orizzontale.
Ora arma la traccia su cui vuoi registrare e prosegui la registrazione.

Non ti preoccupare se ti accorgi tardi di aver sbagliato la selezione, perchè anche se vedi la ripresa tagliata, Reaper ha comunque salvato tutto quanto e puoi tranquillamente espandere la traccia per recuperare tutto ciò che ti serve.

reaper takes

Inoltre, se ti capita di sovrascrivere un pezzo, Reaper terrà comunque salvato tutto e lo organizzerà in “takes” cioè in varie riprese da cui potrai scegliere quella che preferisci.
Quindi, quando scrivi diverse takes una sopra l’altra, non suoneranno insieme ma suonerà solo quella selezionata, cioè quella più chiara.

Questa cosa può essere sfruttata anche se vuoi fare due o più riprese dello stesso pezzo per poi scegliere la ripresa migliore punto per punto.

Ecco il video, Buona Visione!

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Rimozione del rumore: noise-gate, sottrazione spettrale, de-hum, masking [vchr006]

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rumore stop
Oggi rispondo alla domanda di un ascoltatore che mi chiede se con Reaper è possibile rimuovere il rumore da una traccia di parlato.

La rimozione del rumore e dei disturbi non ha una procedura unica,
la tecnica da utilizzare dipende in gran parte dalla natura del rumore che vogliamo eliminare.

Tutte le tecniche che ti illustro qui, fanno uso dei Reaplugs integrati in Reaper oppure scaricabili gratuitamente in formato vst per tutte le altre DAW.

Partiamo con una carrellata delle tecniche che ci aiutano a rimuovere il cosiddetto rumore di fondo, cioè il rumore che ha un volume inferiore rispetto al segnale utile.

Noise-Gate

La soluzione più semplice e più spesso adottata è l’utilizzo di un effetto chiamato “Noise-Gate” che non fa altro che silenziare la traccia quando il suo livello rimane al di sotto di una certa soglia.
In gergo si dice che il gate si apre quando il volume della traccia è al di sopra di una certa soglia e si dice che il gate si chiude quando il volume della traccia è al di sotto di una certa soglia.
quando questa tecnica funziona bene, la presenza di parlato dovrebbe sia far aprire il gate che mascherare il rumore, mentre l’assenza di parlato dovrebbe far chiudere il gate, in questo modo il rumore non si noterà più.

Ad esempio, per rimuovere il rumore di un ventilatore in sottofondo, si può usare il plugin “ReaGate”.
Ascoltando la traccia, bisogna regolare il valore di “treshold” che significa “soglia” in modo che venga filtrato il ventilatore ma non la voce.
per fare questo, troviamo un punto della traccia contenente il solo rumore e alziamo il valore di soglia appena al di sopra del livello del rumore indicato in verde su ReaGate.
Fatto questo, abbiamo praticamente già finito.

rimozione del rumore con reagate

Abbiamo a disposizione comunque tutta una serie di parametri che ci possono essere utili per raffinare l’azione del Gate.
Il Pre-open è molto utile e ci permette di aprire il gate prima che il livello raggiunga la soglia, in questo modo possiamo evitare ad esempio che la prima lettera di ogni parola venga tagliata dall’apertura del gate.
I parametri attack e release ci permettono di regolare il tempo di salita e il tempo di discesa del gate in modo da non avere aperture e chiusure brusche che potrebbero creare degli impulsi poco gradevoli nella traccia (nel video puoi sentirne un esempio).

Sottrazione Spettrale del rumore

Grazie invece ad un altro plugin di Reaper chiamato ReaFIR é possibile sfruttare un metodo più avanzato, chiamato sottrazione spettrale, che si rivela molto efficace nel caso di rumori che presentano uno spettro costante.

Mentre nella normale visualizzazione delle tracce possiamo vedere la rappresentazione del segnale registrato in un grafico ampiezza-tempo, ReaFIR ci mostra una rappresentazione ampiezza-frequenza aggiornata istante per istante e del tutto equivalente al segnale originale.

grafici rumore

E’ importantissimo trovare un punto della traccia in cui ci siano 2 o 3 secondi di solo rumore senza parlato e metterli in loop.
Aggiungiamo quindi reaFIR alla traccia e per prima cosa assicuriamoci che lo spettro del rumore sia ben visibile modificando lo zoom verticale del grafico.
fatto questo, imposta la modalità su “subtract”, spunta la casella “automatically build noise profile” e manda in play il pezzo con il rumore in loop per permettere a reaFIR di acquisire lo spettro del rumore.

acquisizione spettro del rumore

Fatto questo togli la spunta dalla casella automatically build noise profile, rimuovi il loop e il gioco è fatto.
Come puoi notare, ReaFIR scompone la tua traccia in tanti segnali più semplici e ad ognuno di questi applica una specie di gate eliminando il rumore frequenza per frequenza.

sottrazione spettrale del rumore

Se la rimozione del rumore non è abbastanza efficace oppure è troppo invasiva, puoi provare a trascinare lo spettro verso l’alto oppure verso il basso per aumentare o diminuire la cancellazione.
Se vuoi fare degli esperimenti hai eventualmente anche la possibilità di disegnare a mano lo spettro del rumore, magari per eliminare l’azione del gate su alcune frequenze oppure per ottenere effetti strani.

De-Hum, la soluzione al rumore elettrico

esistono poi dei casi in cui il rumore si presenta come un segnale molto semplice costituito da una somma di sinusoidi a frequenze multiple di una frequenza fondamentale che in genere può essere 50hz , 60hz oppure 1000hz.
I rumori di questo tipo vengono chiamati in gergo “hum” e nascono tipicamente da disturbi di tipo elettrico.
Questi disturbi, possono essere rimossi con un equalizzatore in grado di realizzare tanti filtri a banda stretta di tipo “notch” cioè a forma di campana rovesciata. questo metodo si chiama De-Hum.

I preamplificatori della mia Alesis io4, sono soggetti a questa tipologia di rumore.
A parte questo difetto, la scheda mi piace molto e la uso parecchio, quindi, mi sono preparato un preset di reaEQ con una decina di filtri a banda stretta che eliminano totalmente le componenti più forti e fastidiose del rumore lasciando pressochè inalterato il segnale utile, perchè, essendo tutti i filtri molto stretti, risulta praticamente impossibile notare la presenza dell’effetto nei comuni segnali a banda larga.

rimozione rumore hum con reaeq

Masking

Non è un caso che nelle pubblicità, nei notiziari e negli show quasi sempre ci sia una musica in sottofondo, infatti, oltre a riempire gli spazi vuoti, aiuta molto a mascherare e a distogliere l’attenzione dal rumore che può venire dall’ambiente o dall’attrezzatura utilizzata per registrare. questa tecnica si chiama “Masking”.
E’ un metodo molto “old-school” ma devo dire che è davvero efficace e, infatti, come avrai notato, nei miei video inserisco sempre un po di musica in sottofondo.

Altri metodi

Esistono anche altri metodi più avanzati che permettono di rimuovere altri tipi di disturbi.
Ti consiglio di provare il plugin iZotope RX.

Le mie conclusioni a riguardo…

Oggi ti voglio dare un consiglio molto prezioso:
Tutte le tecniche di rimozione del rumore non sono perfette e ognuna ha i suoi difetti.
il problema è che oltre a rimuovere il rumore, spesso si portano via anche una parte importante del segnale utile.
Perciò fintanto che sei in fase di registrazione, ti consiglio di fare tutti i tentativi possibili per eliminare il rumore alla fonte e non dovertene occupare dopo.
E’ chiaro che è impossibile eliminarlo completamente, ma cerca di fare in modo che il segnale utile sia molto più alto del rumore e in questo modo, potrai rimuoverlo molto più facilmente o semplicemente ignorarlo perchè sarà difficile udirlo.

Ecco qui il video completo:

Se ti è piaciuto il video, non dimenticarti di iscriverti al mio canale, condividere il video e commentare scrivendomi di cosa ti piacerebbe sentir parlare nei prossimi video.

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