Compressore audio, consigli per l’utilizzo [vchr015]

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Il compressore è uno strumento di cui molti fonici difficilmente riescono a fare a meno ed è anche ritenuto uno degli strumenti più difficili da utilizzare.

Oggi quindi si parla del compressore audio, vedremo che cos’è, quali sono i parametri che lo caratterizzano e alcuni esempi pratici.

Cos’è il compressore?

Il compressore non è altro che un dispositivo che abbassa il volume di un segnale audio in base al proprio inviluppo o in base all’inviluppo di un altro segnale.
come puoi vedere da questa illustrazione, l’inviluppo di un segnale non è altro che la sua forma.

inviluppo per compressione

I parametri più importanti del compressore sono sicuramente la soglia “treshold” e il rapporto di compressione (ratio).

La soglia è in genere un valore fisso in dB FS (decibel full-scale).

Fintanto che l’inviluppo sta al di sotto della soglia il compressore non interviene e lascia passare l’audio inalterato.
Quando invece l’inviluppo oltrepassa la soglia, il compressore applica una riduzione di volume proporzionale alla differenza tra l’inviluppo e la soglia.

Il parametro ratio ci permette di decidere quanta riduzione di guadagno applicare.
più alto il rapporto, maggiore la compressione.

Ad esempio se il rapporto è uguale a 1, la riduzione di guadagno è nulla e quindi la traccia rimane completamente inalterata.
Se invece il rapporto di compressione è al massimo, cioè a infinito, la compressione sarà esattamente uguale alla differenza tra inviluppo e soglia.

Valori intermedi come il 2 o il 4 ovviamente danno risultati intermedi.

Altri due parametri che permettono di modificare il comportamento del compressore sono l’attacco e il rilascio.
L’attacco stabilisce un tempo di ritardo per l’innesco della riduzione di guadagno mentre il rilascio stabilisce un tempo di ritardo per il disinnesco della riduzione di guadagno, quindi, tendenzialmente, valori più alti di questi due parametri tendono a rallentare e in un certo senso ammorbidire l’azione del compressore.

Possiamo infine trovare nei plugin più dettagliati, come ad esempio ReaComp, alcuni parametri che permettono di modificare l’inviluppo del segnale.

ReaComp

Ad esempio “rms size” indica la finestra di tempo su cui viene calcolata la media quadratica del segnale, quindi, più alto il suo valore, più l’inviluppo sarà continuo e liscio e di conseguenza il compressore ignorerà i picchi improvvisi.

Ci sono poi due filtri (low-pass filter e hi-pass filter) che permettono al compressore di ignorare le frequenze più alte e le frequenze più basse.

Come si usa il compressore?

Nel 90% dei casi hai bisogno di ciò che io chiamo “compressione semplice” cioè l’attenuazione dei picchi più forti in modo da bilanciare la dinamica di una traccia.

ti consiglio di seguire questa procedura:

  1. Parti da un preset apposito per lo strumento che stai comprimendo. oppure semplicemente dai parametri di default.
  2. Imposta la ratio, 1.5 per una compressione leggera, 2 per una compressione media, 4 per una compressione forte oppure infinito per la compressione massima possibile.
  3. Imposta la soglia in modo che la riduzione massima stia sui 3 o 4 dB, questo ti garantirà di avere una buona trasparenza nella compressione.
  4. Eventualmente aggiusta attacco e rilascio.
    Accorcia il valore di attacco se vuoi comprimere e ammorbidire i picchi oppure allungalo se vuoi lasciarli passare inalterati.
    Allunga il valore di rilascio se vuoi un recupero lento del volume dopo la compressione oppure accorcia il valore di rilascio se vuoi che la coda del suono venga gonfiata subito dopo la compressione.

Spesso sul gruppo della batteria si applica invece la cosiddetta “compressione parallela“.

La compressione parallela non è altro che la miscela tra il segnale pulito e lo stesso segnale fortemente compresso.
Questo serve a mantenere inalterato ciò che suona forte e gonfiare solo ciò che suona piano.

Infine, quando si vogliono creare degli effetti particolari, soprattutto nella musica elettronica, si può ricorrere alla “compressione side-chain“.
La compressione side-chain consiste nel comprimere un segnale, ad esempio un basso elettronico, in relazione al contenuto di un altro segnale come ad esempio la grancassa.

Per fare questo bisogna impostare il detector input del compressore sull’ingresso ausiliario e fare una mandata dalla cassa all’ingresso ausiliario del basso.
Impostiamo a piacere i parametri del compressore e avremo il basso che calerà di volume in corrispondenza dei colpi di cassa.

Ecco il video dove troverai diversi esempi pratici.

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14 Replies to “Compressore audio, consigli per l’utilizzo [vchr015]”

  1. Giuseppe

    Ciao Roberto volevo chiedere come si calcola il tempo di revrbero x la voce come nei dischi che sentiamo ….la 2 vorrei sapere quando misso la voce dopo tutto la sento sempre frontale nn sento profondità sempre come nei dischi come risolvo grazie attendo. …

    Rispondi
    • Roberto Autore dell'articolo

      esistono metodi per calcolare il tempo di riverbero di una stanza (RT60) ma per calcolare il tempo di riverbero di una voce in un disco… non serve a molto.
      purtroppo devi andare a orecchio.
      se la voce la senti molto secca, può dipendere da molte cose, ma prova a considerare la miscela tra strumentale e voce. se la voce è troppo alta, non viene “riempita” dallo strumentale.
      inoltre, occhio a confrontarti con i dischi che ti piacciono, devi ascoltarli allo stesso volume del tuo brano, quindi tendenzialmente dovrai abbassarli parecchio, perchè tendono ad essere pompati all’inverosimile.

      Rispondi
  2. Giovanni

    Volevo sottoporti il mio caso specifico (e sapere, naturalmente, se il compressore audio ha un senso nell’impianto!). Con un’associazione culturale, sia all’interno sia all’esterno, organizzo serate di letteratura, racconti-poesie-aneddoti-prosa, ecc.; l’impianto è costituito da microfoni SHURE, mixer BEHRINGER, casse amplificate YAMAHA, lettore CD SONY.
    [durante le serate ci sono letture al microfono e, nelle pause, intrattenimento con brani di musica tramite il lettore CD – …ovviamente, con regolarizzazione SIAE]
    Volevo chiederti se è opportuno l’uso di un compressore di segnale (es. ART PRO VLA2) e, in caso di risposta affermativa, dove collocarlo nell’impianto.
    Grazie.

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    • Roberto Autore dell'articolo

      ciao!
      parlando di un compressore, non credo sia una buona idea quello di metterlo post-fader in quanto nel compressore c’è una soglia da impostare e se dietro c’è un fader che può cambiare volume in ingresso al compressore, la cosa non ha molto senso.
      se invece parliamo di una mandata spia, la mandata prefader rimane sempre allo stesso volume indipendente dal fader e quindi il mix fatto in spia non cambia se il fonico aggiusta il mix verso il pubblico.
      se la mandata spia è post fader, i volumi fatti in spia cambiano anche in base ai fader, quindi puoi sentire in spia l’intervento fatto sul mix verso il pubblico.

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  3. Valerio

    Buonasera Roberto. Intanto volevo complimentarmi per il tuo articolo.
    Con l’occasione volevo porti la seguente domanda:
    Posseggo il mixer Behringer x2442usb, dove sui primi 8 canali microfonici e su ogn’uno di esso, esiste un solo potenziometro abbinato ad un led rosso per regolare la compressione del rispettivo segnale.
    Potresti spiegarmi cortesemente come funziona e come si usa questo comando singolo per regolare la compressione?
    Sul manuale non è spiegato.
    Grazie mille.
    Valerio

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    • Roberto Autore dell'articolo

      è pensato per un utilizzo molto “sempliciotto” se lo giri completamente verso sinistra non c’è nessuna compressione e più lo giri verso destra più la compressione aumenta (in base a un proprio metodo interno non ben specificato, probabilmente ti abbassa la soglia compensando il guadagno e lasciando fisso il rapporto di compressione, l’attacco e il rilascio).
      il led dovrebbe accendersi quando il compressore interviene.

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  4. aldo bosco

    Salve ho una piccola sala di registrazione uso il programma Sonar 1 mioccupo solo di canto usando già delle basi la mia curiosità è usando un compressore contenuto nel programma che differenza farebbe con un compressore esterno come warm che consiglio mi daresti grazie

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    • Roberto Autore dell'articolo

      la differenza più importante sarebbe che il suono del compressore esterno viene stampato direttamente sulla traccia non permettendo modifiche a posteriori.
      a mio avviso è meglio usare quello software in modo che, salvando il progetto, le sue impostazioni siano sempre modificabili.

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