D.I. Box: molti non hanno idea di cosa sia…

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D.I. Box: molti non hanno idea di cosa sia…

Spesso parlando con musicisti e fonici noto che non è sempre chiaro il ruolo della D.I. Box e perciò ho deciso di scrivere questo articolo per dare la mia opinione e fare un minimo di chiarezza.
Lo sapevi che esistono ben 3 diverse funzioni che possono essere svolte da una D.I. box e non sempre sono necessarie tutte e 3 contemporaneamente?
Ecco le 3 funzioni:

  1. Bilanciare un segnale audio.
  2. Isolare la trasmissione di un segnale audio.
  3. Bufferizzare un segnale audio.

Le prime due funzioni sono legate alla protezione da e alla rimozione di eventuali disturbi che potrebbero sporcare un segnale audio che va da un dispositivo ad un altro.
La terza funzione invece è una sorta di amplificazione che permette agli strumenti elettrici passivi di poter dare un buon segnale a qualsiasi dispositivo (tipicamente, mixer o scheda audio) non pensato per l’ingresso diretto di uno strumento elettrico passivo.

1) Bilanciare un segnale audio.

Ho parlato di segnali e cavi bilanciati in questo articolo quindi ti consiglio di cliccare sul link e darci un’occhiata se non sai di cosa sto parlando (…scrivendo :-)) e se sei interessato all’approfondimento.

2) Isolare la trasmissione di un segnale audio.

È risaputo che gli anelli di terra o ground-loop possono introdurre un rumore particolare nel segnale audio che va da un dispositivo elettronico alimentato ad un altro.
Un esempio di ground-loop lo si può trovare in questa situazione:
Immagina di avere una stanza con due prese elettriche, queste due prese elettriche hanno la messa a terra in comune da qualche parte nell’impianto elettrico e perciò è come se fossero collegate da un filo conduttore.
Immagina di collegare un pianoforte elettrico a una presa elettrica e una cassa all’altra presa elettrica.
In questo modo le messe a terra dei 2 dispositivi sono collegate tra di loro attraverso l’impianto elettrico e se colleghiamo un cavo audio tra la tastiera e la cassa avremo un secondo collegamento che mette in comune le due messe a terra, creando un anello detto appunto ground-loop.
La situazione è illustrata nella seguente immagine:

D.I. box 2

Questo anello è sensibile ai campi magnetici variabili e per una sfortunata coincidenza, la corrente stessa che alimenta i due dispositivi genera un campo magnetico variabile e ciò si traduce in un disturbo dal suono caratteristico iniettato su tutto il percorso del segnale audio e inevitabilmente captato dalla cassa.

Inserendo una D.I. box nel collegamento audio, il ground-loop viene spezzato perché l’elemento principale all’interno della D.I. box è un trasformatore, ovvero un componente elettrico che, tra le altre cose, permette di trasferire il segnale da un cavo ad un altro senza necessità di contatto fisico tra i due conduttori.
Ecco perchè parlo di trasmissione isolata.

D.I. box 3

Una Semplice D.I. Box passiva a trasformatore come questa Pyle impedisce quindi al disturbo di generarsi in partenza, garantendo una trasmissione pulita.

D.I. box 4

3) Bufferizzare un segnale audio.

Tutti gli strumenti elettrici con pick-up passivi necessitano di essere collegate a dispositivi con un’alta impedenza di ingresso per poter funzionare correttamente.
Tra questi rientrano chitarre elettriche, bassi elettrici, chitarre acustiche elettrificate e altro.
Per questo motivo tutti gli amplificatori da chitarra e da basso hanno ingressi con impedenze di circa 1 Megaohm o superiori.
Questo è dovuto al fatto che gli strumenti non sono alimentati e quindi tutta l’energia del segnale proviene dalle vibrazioni delle corde o delle membrane dello strumento stesso.
Ciò significa che il segnale generato è tipicamente debole.
Se questo viene collegato ad un dispositivo a bassa impedenza, il segnale generato risulterà fortemente attenuato.
Tipicamente l’attenuazione è maggiormente accentuata sulle alte frequenze (effetto induttivo del pick-up ed effetto capacitivo della scheda audio).
Esistono delle D.I. box, come questa Behringer DI100 che grazie all’alimentazione phantom power fornita da mixer o scheda audio, sono in grado di rinforzare il segnale con un ingresso ad alta impedenza e un’uscita a bassa impedenza.
In pratica la phantom power alimenta un buffer (interno alla D.I. box) che amplifica la corrente fornita dallo strumento mantenendo la tensione inalterata.

Casi Pratici in cui è richiesta una D.I. Box.

Mi vengono in mente 3 casi tipici in cui può tornare utile una D.I. Box.

Caso 1: collegare una chitarra o un basso elettrico direttamente ad una scheda audio.
Come appena descritto per gli strumenti passivi è necessario un ingresso ad alta impedenza che non sempre è presente sulle schede audio, inoltre il bilanciamento del segnale aiuta molto con le chitarre elettriche a cancellare i piccoli disturbi che possono essere ingigantiti da una distorsione rock/metal simulata con Guitar Rig o Amplitube.
In questi casi raccomando questo modello: Behringer DI100, ma ritengo molto valide anche LD Systems ldi02, ART Xdirect (interessante anche la versione DualXdirect a 2 canali).

Caso 2: collegare uno strumento elettronico come computer o tastiere ad una scheda audio o ad un mixer.
Questo è il caso in cui l’isolamento è la caratteristica più richiesta della D.I. box.
Per canale doppio raccomando questo modello Dap Audio PDI-200, ma ritengo molto valide anche Pyle-Pro PDC22
Per canale singolo consiglio questi modelli Pronomic PDI-10 e Chess Tools CT611

Caso 3: linea di trasmissione molto lunga.
Linee di trasmissione lunghe (oltre i 10 metri) sono più sensibili ai disturbi ed è perciò consigliato usare una DI per fare il percorso con un cavo bilanciato.
I modelli di D.I. box che consiglio in questo caso sono quelli del caso 1 e 2 senza particolari distinzioni.

Prodotti che NON consiglio:
BSS AR133: costa il triplo di una DI100 senza significative migliorie qualitative.
Behringer DI400P e DI600P: Sono passive ma hanno un trasformatore 1:10 che equivale ad avere un attenuatore da 20dB sempre attivo. non ne vedo l’utilità.
Behringer DI20: è a stato solido, cioè non ha il trasformatore, perciò non isola il segnale, l’impedenza di ingresso è relativamente bassa ed è comunque richiesta la phantom power per il funzionamento. in pratica non è di aiuto nella maggior parte delle situazioni, anche se è interessante utilizzarla come splitter di segnale.

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