Mastering per Spotify

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Consigli sul mastering da parte di Spotify.

Per esperienza, ti posso dire che non tutti i produttori e gli studi di registrazione che si occupano di mastering ad oggi sono consapevoli del fatto che l’app di Spotify usa un algoritmo di normalizzazione del volume per ottenere principalmente 2 benefici per i propri utenti:

  1. Avere un volume consistente di ascolto tra una canzone e l’altra.
  2. Scoraggiare la guerra a chi ha il volume più alto (loudness war).

Puoi trovare al seguente link i suggerimenti che Spotify stesso fornisce relativamente al mastering dei file audio destinati ad esso.

https://artists.spotify.com/faq/mastering-and-loudness

Riassumendo…

Di tutto l’articolo questi sono i 5 punti chiave che ci interessano:

  1. L’app di Spotify (con impostazioni di default) normalizza al valore -14 LUFS.
  2. Tutte le canzoni con un volume medio (su tutto il brano) superiore a -14 LUFS vengono abbassate di volume in modo che vengano ascoltate a -14 LUFS.
  3. Tutte le canzoni con un volume medio inferiore a -14 LUFS vengono lasciate al loro volume.
  4. Il picco istantaneo massimo deve essere -1 dBFS su tutto il brano per evitare che la conversione di formato di Spotify introduca ulteriori distorsioni.
  5. Se il volume medio integrato su tutto il brano è superiore a -14 LUFS, Il picco istantaneo massimo deve essere -2 dBFS su tutto il brano per evitare che la loro conversione di formato di Spotify introduca ulteriori distorsioni.

Ciò significa che non è più necessario, come si faceva nei cd audio, comprimere il segnale audio per ottenere il volume più forte possibile, perchè Spotify abbassa il volume di tutto ciò che è superiore a -14 LUFS.

Questa a mio avviso è un’ottima occasione per restituire dinamica alla musica.

Chi fa mastering senza tenere conto di questo a mio avviso sta semplicemente perdendo una buona occasione per semplificare il proprio lavoro e allo stesso tempo valorizzare la canzone su cui sta lavorando.

Come fare Mastering per Spotify?

Nelle seguenti righe ti spiegherò quindi come ottenere con elevata precisione un file a -14 LUFS con 1 dB di margine sul picco massimo.

Sono necessari 2 software:

  1. Reaper (o una equivalente DAW dotata di un master limiter).
  2. Youlean Loudness Meter (o equivalente misuratore e integratore di LUFS).

Il punto di partenza è avere un progetto di un brano finito, mixato e pronto al passaggio mastering per Spotify.

Passo 0: preparazione.

Bisogna innanzitutto assicurarsi che il volume master di Reaper sia sempre a 0 dB.

Questo vuol dire che anche le automazioni sul volume master devono essere cancellate o spostate su un plugin di volume dedicato.

Questo perché il master limiter e il misuratore che verranno aggiunti nei prossimi passi devono essere gli ultimi elaboratori nella catena audio, altrimenti la procedura non darà risultati corretti.

Passo 1: applicare master limiter con 1 dB di margine.

Se non la vedi già, fai comparire la traccia master di Reaper con Ctrl + Alt + M, questa apparirà in alto appena prima della traccia 1.

Apri la catena effetti del master cliccando sul tasto “FX“.

Aggiungi il plugin “Event Horizon Limiter/Clipper“, assicurati che il valore “Threshold” sia uguale a “0.0” e imposta il valore “Ceiling” a “-1.0”. Ciò garantirà che il picco massimo del brano esportato sarà sempre inferiore a -1 dBFS.

mastering per spotify
Impostazioni iniziali del master limiter.

Passo 2: effettuare la prima misurazione.

Aggiungi il plugin Youlean Loudness Meter alla catena di effetti del master subito dopo il master limiter.

Clicca la croce rossa per effettuare un reset dei valori.

mastering per spotify
Reset dei valori su Youlean Loudness Meter.

Effettua un render di tutto il brano (Ctrl + Alt + R).

Alla fine del render troverai indicato su Youlean Loudness Meter il valore “INTEGRATED” in LUFS calcolato su tutto il brano.

mastering per spotify
Dopo il primo render sono stati misurati -20.0 LUFS.

Se il valore assoluto della misura è maggiore di 14 (ad esempio -17.2, -20.0 come nell’immagine o -25.8) allora procedi al passo 3.

Se invece il valore assoluto della misura è minore di 14 (ad esempio -12.1 o -8.2) allora inserisci prima del master limiter un semplice attenuatore di volume (Volume/Pan Smoother) impostato a -5 dB o -10 dB di volume e riparti dal passo 1.

Step 3: calcola la differenza.

A questo punto tira fuori la calcolatrice (quella dello smartphone va benissimo) e fai questa semplice operazione:

(Valore assoluto della misura INTEGRATED) – 14.

mastering per spotify 4
20.0 (LUFS) -14 = 6.0 dB di guadagno da applicare.

Il risultato dell’operazione è il guadagno da applicare al master limiter nel campo “Threshold“.

Come puoi notare ho tolto i segni negativi per semplificare l’operazione, ma dal punto di vista del risultato che ci interessa non cambia nulla.

Passo 4: applicare il guadagno.

Torna ora sul plugin Event Horizon Limiter/Clipper e porta il campo Threshold ad un valore pari al negativo del risultato ottenuto dalla calcolatrice.

Esempio, se l’operazione ti ha dato il risultato “6.0” imposta “Threshold = – 6.0 dB”

mastering per spotify
Il guadagno necessario viene applicato alla soglia del master limiter.

Passo 5: verifica LUFS.

Come verifica che il mastering per Spotify sia andato a buon fine, riapri Youlean Loudness Meter, resetta i valori cliccando sulla croce rossa e fai un nuovo render (il file del passo 2 è ormai inutile quindi puoi sovrascriverlo).

Se alla fine del render il valore “INTEGRATED” è uguale a -14.0 (decimo più, decimo meno) vuol dire che il file esportato è corretto.

Se hai un valore troppo lontano dal -14, qualcosa è andato storto, prova a ripetere tutta la procedura facendo maggiore attenzione ai dettagli di tutti i passaggi.

Passo 6: ascolto finale.

Ti suggerisco anche di fare un ascolto finale del brano esportato in modo da verificare soprattutto che il limiter non abbia introdotto distorsioni udibili.

Può capitare infatti che nel brano finito siano udibili distorsioni nelle parti più forti, specialmente con le canzoni che hanno suoni semplici ma con molta dinamica, come ad esempio un brano di musica classica al pianoforte.

In questi casi, consiglio di provare ad alzare manualmente il volume generale della canzone nelle parti più deboli e abbassarlo nelle parti più forti, in modo da ridurre le dinamiche, e quindi riprovare la procedura a partire dal passo 0.

Se questo non funziona o non è possibile per qualche motivo, consiglio di puntare ad un obbiettivo più basso, ovvero ripetere la procedura sostituendo il valore “-14” con un valore più basso come ad esempio “-16” o “-18”.

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