Rimozione del rumore: noise-gate, sottrazione spettrale, de-hum, masking [vchr006]

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rumore stop
Oggi rispondo alla domanda di un ascoltatore che mi chiede se con Reaper è possibile rimuovere il rumore da una traccia di parlato.

La rimozione del rumore e dei disturbi non ha una procedura unica,
la tecnica da utilizzare dipende in gran parte dalla natura del rumore che vogliamo eliminare.

Tutte le tecniche che ti illustro qui, fanno uso dei Reaplugs integrati in Reaper oppure scaricabili gratuitamente in formato vst per tutte le altre DAW.

Partiamo con una carrellata delle tecniche che ci aiutano a rimuovere il cosiddetto rumore di fondo, cioè il rumore che ha un volume inferiore rispetto al segnale utile.

Noise-Gate

La soluzione più semplice e più spesso adottata è l’utilizzo di un effetto chiamato “Noise-Gate” che non fa altro che silenziare la traccia quando il suo livello rimane al di sotto di una certa soglia.
In gergo si dice che il gate si apre quando il volume della traccia è al di sopra di una certa soglia e si dice che il gate si chiude quando il volume della traccia è al di sotto di una certa soglia.
quando questa tecnica funziona bene, la presenza di parlato dovrebbe sia far aprire il gate che mascherare il rumore, mentre l’assenza di parlato dovrebbe far chiudere il gate, in questo modo il rumore non si noterà più.

Ad esempio, per rimuovere il rumore di un ventilatore in sottofondo, si può usare il plugin “ReaGate”.
Ascoltando la traccia, bisogna regolare il valore di “treshold” che significa “soglia” in modo che venga filtrato il ventilatore ma non la voce.
per fare questo, troviamo un punto della traccia contenente il solo rumore e alziamo il valore di soglia appena al di sopra del livello del rumore indicato in verde su ReaGate.
Fatto questo, abbiamo praticamente già finito.

rimozione del rumore con reagate

Abbiamo a disposizione comunque tutta una serie di parametri che ci possono essere utili per raffinare l’azione del Gate.
Il Pre-open è molto utile e ci permette di aprire il gate prima che il livello raggiunga la soglia, in questo modo possiamo evitare ad esempio che la prima lettera di ogni parola venga tagliata dall’apertura del gate.
I parametri attack e release ci permettono di regolare il tempo di salita e il tempo di discesa del gate in modo da non avere aperture e chiusure brusche che potrebbero creare degli impulsi poco gradevoli nella traccia (nel video puoi sentirne un esempio).

Sottrazione Spettrale del rumore

Grazie invece ad un altro plugin di Reaper chiamato ReaFIR é possibile sfruttare un metodo più avanzato, chiamato sottrazione spettrale, che si rivela molto efficace nel caso di rumori che presentano uno spettro costante.

Mentre nella normale visualizzazione delle tracce possiamo vedere la rappresentazione del segnale registrato in un grafico ampiezza-tempo, ReaFIR ci mostra una rappresentazione ampiezza-frequenza aggiornata istante per istante e del tutto equivalente al segnale originale.

grafici rumore

E’ importantissimo trovare un punto della traccia in cui ci siano 2 o 3 secondi di solo rumore senza parlato e metterli in loop.
Aggiungiamo quindi reaFIR alla traccia e per prima cosa assicuriamoci che lo spettro del rumore sia ben visibile modificando lo zoom verticale del grafico.
fatto questo, imposta la modalità su “subtract”, spunta la casella “automatically build noise profile” e manda in play il pezzo con il rumore in loop per permettere a reaFIR di acquisire lo spettro del rumore.

acquisizione spettro del rumore

Fatto questo togli la spunta dalla casella automatically build noise profile, rimuovi il loop e il gioco è fatto.
Come puoi notare, ReaFIR scompone la tua traccia in tanti segnali più semplici e ad ognuno di questi applica una specie di gate eliminando il rumore frequenza per frequenza.

sottrazione spettrale del rumore

Se la rimozione del rumore non è abbastanza efficace oppure è troppo invasiva, puoi provare a trascinare lo spettro verso l’alto oppure verso il basso per aumentare o diminuire la cancellazione.
Se vuoi fare degli esperimenti hai eventualmente anche la possibilità di disegnare a mano lo spettro del rumore, magari per eliminare l’azione del gate su alcune frequenze oppure per ottenere effetti strani.

De-Hum, la soluzione al rumore elettrico

esistono poi dei casi in cui il rumore si presenta come un segnale molto semplice costituito da una somma di sinusoidi a frequenze multiple di una frequenza fondamentale che in genere può essere 50hz , 60hz oppure 1000hz.
I rumori di questo tipo vengono chiamati in gergo “hum” e nascono tipicamente da disturbi di tipo elettrico.
Questi disturbi, possono essere rimossi con un equalizzatore in grado di realizzare tanti filtri a banda stretta di tipo “notch” cioè a forma di campana rovesciata. questo metodo si chiama De-Hum.

I preamplificatori della mia Alesis io4, sono soggetti a questa tipologia di rumore.
A parte questo difetto, la scheda mi piace molto e la uso parecchio, quindi, mi sono preparato un preset di reaEQ con una decina di filtri a banda stretta che eliminano totalmente le componenti più forti e fastidiose del rumore lasciando pressochè inalterato il segnale utile, perchè, essendo tutti i filtri molto stretti, risulta praticamente impossibile notare la presenza dell’effetto nei comuni segnali a banda larga.

rimozione rumore hum con reaeq

Masking

Non è un caso che nelle pubblicità, nei notiziari e negli show quasi sempre ci sia una musica in sottofondo, infatti, oltre a riempire gli spazi vuoti, aiuta molto a mascherare e a distogliere l’attenzione dal rumore che può venire dall’ambiente o dall’attrezzatura utilizzata per registrare. questa tecnica si chiama “Masking”.
E’ un metodo molto “old-school” ma devo dire che è davvero efficace e, infatti, come avrai notato, nei miei video inserisco sempre un po di musica in sottofondo.

Altri metodi

Esistono anche altri metodi più avanzati che permettono di rimuovere altri tipi di disturbi.
Ti consiglio di provare il plugin iZotope RX.

Le mie conclusioni a riguardo…

Oggi ti voglio dare un consiglio molto prezioso:
Tutte le tecniche di rimozione del rumore non sono perfette e ognuna ha i suoi difetti.
il problema è che oltre a rimuovere il rumore, spesso si portano via anche una parte importante del segnale utile.
Perciò fintanto che sei in fase di registrazione, ti consiglio di fare tutti i tentativi possibili per eliminare il rumore alla fonte e non dovertene occupare dopo.
E’ chiaro che è impossibile eliminarlo completamente, ma cerca di fare in modo che il segnale utile sia molto più alto del rumore e in questo modo, potrai rimuoverlo molto più facilmente o semplicemente ignorarlo perchè sarà difficile udirlo.

Ecco qui il video completo:

Se ti è piaciuto il video, non dimenticarti di iscriverti al mio canale, condividere il video e commentare scrivendomi di cosa ti piacerebbe sentir parlare nei prossimi video.

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Latenza e monitoring: strategie per ottenere un ottimo ascolto in spia [vchr005]

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Latenza e Monitoring vchr005

Nella puntata di oggi del video corso di home recording ti parlo di un problema abbastanza sottovalutato e su cui spesso vedo qualche difficoltà.

Quando stai suonando o cantando sopra una base o sopra un metronomo,
per ottenere un buon risultato devi ovviamente sentire in cuffia la base, ma anche ciò che stai suonando.
Per fare questo esistono diverse soluzioni.
vediamole insieme!

Ciò di cui abbiamo bisogno è un cosiddetto sistema di monitoring detto anche in gergo spia. ovvero qualcosa che ci faccia sentire, insieme alla base, quello che stiamo cantando o suonando nello stesso istante in cui lo facciamo.

Esistono sistemi software e sistemi hardware, ma in generale, è preferibile scegliere una soluzione via hardware.

Vediamo innanzitutto cos’è il software monitoring.

Molti software mettono a disposizione il monitoring di ogni traccia.
Questa soluzione è molto utilizzata perchè è molto immediata, ma, ciò che accade quando questo è innescato è che il tuo computer acquisisce ciò che stai suonando dalla scheda audio, lo elabora con tutti gli effetti che hai messo su questa traccia e il prima possibile te lo rimanda in uscita alle tue cuffie.

Latenza software monitoring 1
Esiste un problema di fondo in tutto questo.

Il computer impiega del tempo per acquisire il segnale in ingresso e impiega altro tempo per elaborarlo e mandarlo in uscita.
questo tempo di elaborazione è chiamato “latenza” e di fatto si traduce in un ritardo:
ciò che stai suonando lo risentirai non immediatamente, ma fra qualche istante.
in genere se la latenza supera i 10 millisecondi la cosa diventa alquanto fastidiosa e suonare in queste condizioni diventa quasi impossibile (dipende da quanto è alta la latenza).

la soluzione più immediata potrebbe essere quella di abbassare la latenza, abbassando il buffer size della scheda audio ma questo comporta almeno 2 tipi di problemi:
1- si rischia di rovinare la registrazione perchè il computer fa fatica a lavorare a bassa latenza
2- il riascolto è comunque in ritardo e non è ottimale e a volte non si riesce neanche a raggiungere valori di ritardo accettabili

quindi, se possibile, è meglio evitare questa soluzione.

Cos’è invece l’hardware monitoring? Perchè mai dovrebbe essere una soluzione migliore?

La soluzione hardware è migliore perchè ci permette invece di avere la botte piena e la moglie ubriaca ed è concettualmente semplice:
Lasciamo che il computer registri senza fatica ad alta latenza e preleviamo il segnale da mandare in spia prima che questo sia convertito in digitale, ovvero quando ancora è un segnale elettrico analogico.

Latenza hardware monitoring 1

Le schede audio più economiche in genere mettono a disposizione una rotellina che permette di miscelare i segnali in ingresso con ciò che arriva dal computer.
Un problema in cui ci si ritrova spesso è che, anche col volume delle cuffie al massimo, non riesci a sentirti ad un volume adeguato.
Se ti trovi in questa situazione, NON alzare il guadagno del microfono in quanto potresti distorcere la registrazione, ma invece
1-abbassa il volume della base (magari abbassando il master della tua daw)
2-se ottieni una miscela corretta ma i volumi in cuffia sono bassi, utilizza un amplificatore da cuffie come il Behringer HA8000 o un piccolo mixer con uscita cuffie per amplificare il segnale di uscita della scheda audio e di volume in cuffia ne avrai in abbondanza.

Alcune schede audio di fascia alta hanno addirittura dei software che permettono di controllare il mixaggio in cuffia e aggiungere vari effetti.
Sto parlando ad esempio di Motu Cuemixfx, di Focusrite Mixcontrol e di RME Totalmix.
Questi software non elaborano audio ma gestiscono i controlli di un mixer digitale “invisibile” integrato nella scheda audio dedicato apposta per questa funzione.
Anche se puoi vedere questo mixer sul tuo computer, i segnali non stanno passando dal computer e quindi vengono elaborati a bassissima latenza indipendentemente da come lavora il computer.

Se la tua scheda audio non ha nessuna di queste funzionalità, puoi sempre utilizzare un secondo microfono e un mixer con uscita cuffie per avere l’ascolto in cuffia completamente indipendente dalla registrazione.

alternativa monitoring senza latenza

Se durante la registrazione utilizzi dei sintetizzatori virtuali oppure un software di emulazione amplificatori come Guitar Rig o Amplitube, consiglio sempre di valutare ancora la possibilità di monitoring hardware integrando un vero amplificatore da chitarra o una tastiera con un suo modulo sonoro da utilizzare solo per il monitoring mentre si registra il segnale diretto della chitarra o il midi.
Se non si ottengono soluzioni soddisfacenti, l’unica è tornare al software monitoring e disporre di un computer recente e potente ma soprattutto di una scheda audio con ottimi driver che ci permettano di lavorare a bassa latenza in maniera adeguata.

Compensazione della latenza.

Lavorare a latenza alta, come ti ho appena suggerito, ti fa ritardare l’arrivo del segnale e quindi anche se suoni come un metronomo, ti ritroverai sempre con dei colpi fuori dalla griglia.

colpi fuori per colpa della latenza

Normalmente esiste una compensazione automatica della latenza che rimette in pari i file registrati usando dei valori di latenza calcolati dal driver della scheda audio, ma questo non fornisce mai valori precisi.
Se, come me, non ti piace farti domande del tipo

“ma sono io che suono fuori tempo oppure è il software che è ritardato?”

Ti consiglio di perdere 2 minuti per fare una misura e tarare il tuo sistema una volta per tutte.
Nel video qui sotto, al minuto 4:50 ti mostro tutta la procedura da effettuare con Reaper, passo a passo.
Sugli altri software la procedura è comunque molto simile.

Ricorda che se in futuro modifichi il valore del buffer, o cambi la scheda audio o cambi il computer, il valore impostato non andrà più bene e dovrai quindi ripetere tutta la procedura.

Ecco il video completo:

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